Verdure e erbe spontanee tra rimedi antichi e scienza

Un importante argomento da affrontare, specialmente ai nostri tempi, in cui il biologico e il ritorno a un mondo più “naturale” spopola, è di sicuro la differenza che sussiste tra verdure ed erbe spontanee.

Già in diversi articoli, come ad esempio 14 erbe spontanee commestibili, si è parlato di quali sostanziali benefici apportino alla nostra salute le erbe, ma in questo nuovo articolo chiarirò la differenza tra le erbe edibili e le verdure più comuni.

Spesso sorgono dubbi sulla nocività degli alimenti OGM, quindi vedremo quali sono le differenze tra le verdure non OGM e quelle invece geneticamente modificate, mettendole a confronto con le erbe spontanee e i loro utilizzi nella fitoterapia e nei rimedi naturali casalinghi.

Le verdure OGM

Quotidianamente assumiamo quantità di alimenti OGM, e la verdura che acquistiamo comunemente nei supermercati, di certo non sfugge a questa classificazione.

Gli Organismi Geneticamente Modificati vengono chiamati così perché il loro patrimonio genetico è stato appunto modificato artificialmente in laboratorio dall’uomo.

A queste piante viene modificato il DNA in modo tale da renderne migliori alcune qualità, come ad esempio la resistenza ad alcuni parassiti, alla siccità. La domanda allora sorge spontanea: gli OGM nuocciono alla nostra salute?

Sicuramente introdurre nel nostro corpo degli alimenti a cui è stato modificato il corredo genetico non è un toccasana per la salute del nostro organismo.

Lo dimostra la ricerca scientifica dal titolo Genetically Engineered Crops, Glyphosate and the Deterioration of Health in the United States of America, pubblicata in The Journal of Organic Systems.

Questo studio ha dimostrato, attraverso una sostanziosa quantità di prove scientifiche dettagliate, la correlazione tra gli alimenti OGM e malattie quali l’ipertensione, l’insufficienza epatica, disturbi tiroidei, infarto, obesità e altre.

La ricerca è stata improntata quasi interamente sull’introduzione del glifosato nelle cultivar (varietà di piante coltivate ottenute con il miglioramento genetico) transgeniche.

Quest’ultimo è un erbicida diffusissimo nel mondo, che provoca un aumento eccessivo di sostanze che sballano il sistema endocrino o causano tumori, inibendo la capacità del nostro corpo di disintossicarsi dagli xenobiotici.

Convenienza per le industrie

Gli alimenti OGM e la loro produzione, anche in esigue quantità, comportano problemi alla biodiversità e alla libertà di scelta di agricoltori e consumatori.

I semi delle coltivazioni OGM sono spesso brevettati e di proprietà delle aziende multinazionali, che così hanno il controllo sia sui semi, sia sui prodotti chimici utilizzati nelle coltivazioni.

Le multinazionali che detengono il controllo su questi due aspetti, l’hanno acquisito di conseguenza anche sul cibo e obbligano i consumatori e i produttori ad attenersi alle loro politiche.

Infine, l’avvento dell’OGM non ha contrastato la fame nel mondo e non ha neppure dimezzato l’utilizzo di pesticidi nelle coltivazioni, quindi a che scopo coltivare OGM?

Perché preferire erbe spontanee e verdura bio

Verdura bio

Uno studio della Newcastle University, pubblicato nel British Journal of Nutrition, ha dimostrato che la frutta, la verdura e i cereali bio, oltre a contenere un bassissimo numero di pesticidi (nelle piante non biologiche è 4 volte maggiore), mantengono anche una grande quantità di nutrienti e sostanze antiossidanti fondamentali per il nostro corpo.

Le verdure biologiche non sono sottoposte a cicli di maturazione con l’etilene, come invece accade per molti tipi di verdura e frutta non biologica, tenuta in camere ad elevata presenza di questo gas.

L’Agenzia statunitense per la Protezione dell’Ambiente ha classificato il 90% dei fungicidi, il 60% degli erbicidi e il 30% degli insetticidi potenzialmente cancerogeni, quindi mangiare bio può contribuire ad arginare il rischio di cancro.

Il bio è l’unico disciplinare che garantisce l’assenza di OGM in ciò che produce. Così facendo garantisce anche il mantenimento della biodiversità, fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta.

L’OGM promuove la monocoltura ad alto rendimento, che ovviamente distrugge la biodiversità e rende i produttori dipendenti dalle multinazionali.

Erbe spontanee

In passato erano le stagioni che regolavano l’alimentazione dei nostri avi. Questo garantiva l’assunzione di piante di stagione e ovviamente più che mai biologiche.

Ora, siamo abituati a trovare qualsiasi tipo di verdura in ogni stagione dell’anno, proveniente da paesi lontani o comunque frutto di coltivazioni non biologiche.

Le erbe spontanee rappresentano quindi un modo tutto naturale di mangiare sano e sicuro.

Ma non solo: le piante selvatiche possono garantirci una grandiosa quantità di nutrienti e sostanze che, se paragonati, nella verdura risultano scarsi.

Per fare un esempio: l’ortica vanta 5 volte il contenuto di ferro degli spinaci e 7 volte quello di vitamina E.

Non pensavi che l’erba che da bambino ti graffiava le gambe potesse diventare un tuo alleato da adulto, vero?

Ortica

Meglio la verdura cruda?

Gli umani sono gli unici animali che scaldano o cuociono il cibo che andranno a mangiare. Alcune ricerche hanno teorizzato che iniziare a cuocere il cibo sia stato il processo di evoluzione del primitivo verso l’homo sapiens: si pensa che la cottura del cibo abbia contribuito allo sviluppo del cervello.

Che dire del cibo cotto che ha promosso questo balzo verso lo sviluppo del cervello e il pensiero critico umano?

Il processo di cottura è in grado di fare molte cose come uccidere microbi nocivi presenti negli alimenti e aumentare il contenuto calorico a cui l’uomo ha accesso, in due modi:

  • denaturando le proteine per consentire una più facile digestione nello stomaco
  • scomponendo le fibre difficili da digerire, permettendo così al nostro corpo di migliorare l’assorbimento di nutrienti essenziali

Tuttavia, altri aspetti della vita si sono evoluti, come la medicina e la tecnologia, quindi molti cibi che per i nostri antenati era pericoloso mangiare, noi possiamo tranquillamente inserirli nella nostra dieta: vediamo ad esempio il pesce crudo.

In ogni caso, la cottura di alcuni cibi può davvero aiutare a scomporre alcune fibre complesse, come quelle dei broccoli o delle carote, ma provoca anche una diminuzione dei nutrienti apportati da queste verdure.

Ma quindi torniamo a noi, è meglio mangiare crudo o cotto? Dipende.

Se si mangiano legumi e grano, la cottura è indicata anche per degradare degli antinutrienti (tossine) che non permettono al nostro organismo di beneficiare invece dei nutrienti.

Verdura da mangiare cruda

Ci sono alcune verdure che se mangiate crude apportano una maggiore quantità di sostanze nutritive importanti per il nostro corpo e queste sono ad esempio:

  • I broccoli ricchi di vitamina C che se cotti si perderebbe nell’acqua di cottura. Contengono anche più sulfurafano dei broccoli cotti, sostanza che aiuta il fegato a depurarsi dalle scorie e dalle tossine
  • Il cavolo
  • I cetrioli
  • Le cipolle crude, ipocaloriche, sono capaci di contrastare la crescita di microrganismi dannosi oltre ad avere un’azione diuretica, benefici per le ossa e contrastare i tumori
  • L’aglio crudo aiuta la digestione, fa bene al fegato con le sue proprietà antibatteriche e depurative giova anche a fegato e vescica
  • I peperoni verdi

Verdura da mangiare cotta

Le verdure che è meglio mangiare cotte sono invece:

  • Gli asparagi
  • I funghi
  • Gli spinaci
  • I pomodori cotti facilitano l’assorbimento del licopene. Questo antiossidante oltre a prevenire l’invecchiamento cellulare, riduce in modo considerevole il rischio di tumore all’apparato digerente.
  • Le carote
  • Le patate
  • I legumi

Ovviamente, tutto dipende dalle capacità digestive di ogni persona, ma in generale rispetto ai valori nutrizionali di ogni verdura, queste sono le divisioni tra verdura che è meglio mangiare cotta e verdura che è meglio mangiare cruda.

Utilizzi delle erbe spontanee

Prima dell’avvento della farmacologia moderna, che si fa risalire al 1929 con la scoperta della penicillina, gli unici presidi terapeutici erano i rimedi naturali.

Già nell’antichità si trattavano alcuni pazienti con l’ampeloterapia, ossia attraverso il succo dell’uva, ritenuto una fonte preziosa di sostanze benefiche.

Ad oggi l’utilizzo di rimedi naturali è ancora molto in auge e tutti noi, almeno una volta, siamo ricorsi anche inconsapevolmente alla fitoterapia.

A volte, introduciamo nel nostro corpo queste erbe spontanee anche come coccola serale, tramite tisane e infusi.

Le erbe spontanee possono essere utilizzati sotto forma di:

  • tisana (decotto, infuso, macerato) con piante sia essiccate che fresche
  • bagno consigliato in caso di malattie reumatiche e artrosi
  • cataplasma, ossia un’applicazione topica sulle zone infiammate, molto utile per bronchiti e faringiti
  • fumigazione molto utile per curare laringiti e riniti. Di solito si usa un mix di lavanda, eucalipto, timo e melissa
  • elisir ottenuto lasciando macerare in alcol e zucchero alcune piante medicinali, ad esempio melissa e ginepro per depurare fegato e reni

Erbe più comuni

Tra le erbe spontanee, ce ne sono di molto conosciute e facilmente reperibili. Alcune non avremmo mai immaginato di poterle utilizzare per le nostre tisane oppure addirittura per introdurle nelle nostre insalate.

Vediamone alcune:

  • Tarassaco, da sempre conosciuto come “soffione”. Cresce spontaneamente in pianura e si può tranquillamente raccoglierne anche le radici dal momento che non se ne metterebbe a repentaglio la specie. I boccioli del tarassaco si possono mettere sott’aceto in sostituzione ai capperi; con le radici si può realizzare un buonissimo caffè decaffeinato. Ha proprietà diuretiche, depurative e drenanti ed è inoltre un potente antiossidante in grado di ridurre i radicali liberi agevolando la loro eliminazione per via renale.
  • Borragine, presente in abbondanza nel territorio peninsulare. Si raccoglie tra dicembre e febbraio, si deve fare attenzione a non abusarne da crude, date le sostanze tossiche con una potenziale attività tossica a livello epatico. Ha un’azione espettorante ed è quindi un noto rimedio contro piccoli problemi respiratori ai bronchi e gola. E’ un valido alleato delle donne grazie alla presenza di fitoestrogeni, che aiutano a contrastare i problemi dati dal ciclo mestruale. Molto interessante è anche l’utilizzo dei semi: spremendoli, si ottiene un olio molto utile per curare eczemi, psoriasi e dermatiti.
  • Ortica, per sua natura segue gli insediamenti umani. E’ utile per curare la flogosi delle vie urinarie. Le cime di ortica, quelle più mature, sono un lieve lassativo, quindi sono utili a chi soffre di stitichezza. L’ortica è utilizzata volentieri nei risotti. E’ un potente antianemico, nonostante non contenga molto ferro: caso ancora da chiarire, ma probabilmente è perché insieme ad altre sostanze l’ortica esercita un’azione anemica maggiore rispetto ad alimenti che hanno in sé solo il ferro. La presenza di secretina favorisce la secrezione dei succhi digestivi che contribuiscono a migliorare la digestione; è anche efficace contro la caduta dei capelli, unghie fragili e reumatismi, stimola il sistema immunitario e svolge una modesta azione diuretica e drenante.

In conclusione, è facile capire da soli quali siano le differenze tra la verdura e le erbe spontanee: la verdura è un alimento da mangiare tranquillamente ogni giorno, senza neppure pensarci molto.

Le erbe spontanee invece bisogna utilizzarle e ingerirle in base alle proprie necessità fisiche e anche accompagnarle eventualmente a una terapia medica per velocizzare la cura.

E’ da tenere presente che chi non ha particolari patologie, può tranquillamente curarsi esclusivamente con i rimedi naturali delle erbe.

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DaSilvia

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