6 modi per annaffiare le piante in vacanza

E’ un problema comune non sapere come far sopravvivere le piante del proprio giardino o del proprio balcone finché si è in vacanza, quindi ecco 6 modi per annaffiare le piante, lasciando a casa il pensiero insidioso legato a queste ultime, mentre ci si gode le ferie!

Soprattutto dopo il periodo del lockdown, il giardinaggio casalingo ha preso davvero piede come hobby tra molte persone. Di seguito vedremo alcuni trucchi per mantenere in vita le piante che teniamo nelle nostre abitazioni anche quando siamo in vacanza.

  • chiedere a un vicino o a un parente/amico
  • portare le piante dentro casa
  • usare il metodo della bottiglia
  • le sfere d’acqua gelificate
  • pacciamatura
  • coni di terracotta

Chiedere a un vicino o a un parente/amico

Sicuramente la cosa migliore sarebbe chiedere a un amico, un vicino o un parente. Basta affidare le chiavi di casa vostra a qualcuno di fidato e chiedergli gentilmente il suo aiuto: dopo potrete di certo ricambiare il favore.

Il problema in alcuni casi, è che spesso non si sa di quanta acqua effettivamente abbiano bisogno le piante, per cui si rischia di incappare nell’errore più comune, ossia impregnare troppo il terreno di acqua.

In questo modo si otterrà l’effetto contrario: le piante invece che morire di siccità moriranno di troppa acqua e marciranno. Per evitare questo, si possono dare delle direttive chiare su quanto si vuole che vengano annaffiate e in che modalità.

Bisogna tenere sempre presente che le piante devono essere annaffiate soltanto quando il terriccio risulta secco, senza umidità.

Portare le piante dentro casa

Oltre a tenerle annaffiate, le piante devono essere protette dall’esposizione prolungata del sole se non siamo direttamente noi ad annaffiarle come al solito quando siamo a casa.

Portarle dentro casa è sicuramente una soluzione valida, soprattutto durante il periodo estivo tra giugno e luglio, che è il più caldo.

Si possono posizionare ad esempio dentro a un lavabo con 5-6cm di acqua, meglio se unite tra loro così creeranno autonomamente un ambiente umido che preservi la loro bellezza e le faccia rimanere sane e corpose.

Oppure si possono utilizzare delle bacinelle o ciotole con dell’acqua e immergere i vasi in quelle, così da garantire un drenaggio continuo.

Il metodo della bottiglia

Il metodo della bottiglia è il fai da te per eccellenza: basta prendere una bottiglia vuota, riempirla di acqua, creare dei fori sul tappo, immergerla nel terriccio e creare dei fori anche sul fondo.

In questo modo, le piante verranno annaffiate in modo costante e non soffriranno troppo il caldo, grazie all’umidità sul suolo.

Le sfere d’acqua gelificate

Le sfere d’acqua gelificate rilasciano acqua per le piante in modo controllato e graduale. Solitamente si posizionano dentro al vaso della pianta interessata.

Alcune volte vengono miscelati col terriccio per diminuire ulteriormente il bisogno di annaffiature. Non c’è problema se le piante sono già piantate all’interno di un vaso, basterà soltanto creare dei piccoli buchi nel terriccio e posizionare le sfere gelificate.

Successivamente, bisognerà procedere con l’irrigazione e le sfere si gonfieranno di acqua, garantendo un rilascio perpetuo e graduale.

Non sono da confondere con le sfere gelificate a scopo puramente decorativo.

Pacciamatura

Un altro modo per tenere la terra umida nei vasi da 30cm di diametro in su, è la pacciamatura: una copertura del terreno fatta di corteccia di conifera.

Viene utilizzata principalmente per evitare che crescano erbacce, ma ha anche un altro utilizzo: evitare che il terriccio si secchi.

Impedisce ai raggi solari di penetrare nel terreno così che non lo secchi. Inoltre, l’acqua non evapora facilmente e quindi mantiene il terriccio umido.

Coni di terracotta

Probabilmente la soluzione più economica che ci sia e anche la più rispettosa dell’ambiente: infatti, una volta utilizzati non devono essere gettati nell’immondizia, anzi possono essere riutilizzati potenzialmente per sempre.

Sono dei coni di terracotta, appunto, la cui estremità deve essere inserita nel terriccio. L’altra estremità presenta un tubicino che deve giungere ed essere immerso in contenitore di acqua.

Perfetti per tutte le volte in cui sta via per più di una settimana. Per farla funzionare, bisogna immergere nel contenitore d’acqua la punta d’argilla aperta e attendere 15 minuti, lasciando intanto anche il tubicino immerso.

Poi bisogna riempirla di acqua e chiuderla, poi immersa nel terriccio: funzionerà come una spugna assorbendo l’acqua rilasciata dal tubicino.

Grazie a questi semplici metodi per mantener innaffiate le piante, da ora in poi non dovrete più avere il timore che le vostre piante soffrano in vostra assenza!

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DaSilvia

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