Danimarca sostenibile: un viaggio nel Paese dei primati

Dopo questa breve pausa nella scrittura di articoli inerenti alla sostenibilità, sono tornata per palarvi del mio viaggio in Danimarca, e in particolare delle attività e delle misure adottate dalla città di Copenhagen per cercare di essere il più sostenibile possibile.

Si sa che i Paesi nordici prestano molta più attenzione alla tutela della natura e della biodiversità, ma un conto è saperlo per sentito dire, un’altra storia è invece saperlo per esperienza vissuta: in 10 giorni passati nella capitale danese, infatti, ho imparato tante cose.

Volevo condividere con voi questa bellissima esperienza e non si sa mai che arrivi un altro articolo sul viaggio vero e proprio, sul cibo e sulla cultura di Copenhagen. In attesa del prossimo articolo, godetevi questo viaggio virtuale nella Danimarca sostenibile!

La produzione biologica

Non solo Copenhagen tiene estremamente all’ambiente e alla produzione biologica, bensì l’intera nazione ha adottato misure che tendano a produzioni agricoli soltanto biologiche e che tutelino l’ambiente e la biodiversità.

Infatti, la Danimarca sta diventando interamente green e bio grazie ad un investimento da parte dello Stato di ben 53.000.000 di euro.

Importantissima per la Danimarca è sicuramente anche la promozione di questo vero e proprio stile di vita bio: le mense scolastiche e degli ospedali devono offrire almeno per il 60% cibo biologico. Nelle scuole vengono insegnati, durante l’ora di scienze, i benefici di un’agricoltura biologica.

Il marchio biologico nazionale celebrerà il 25° anniversario e il 97% dei cittadini ne conosce significato e logo. La Danimarca si è posta l’obiettivo di raggiungere il 100% di terreni coltivati con metodi biologici.

Il Paese nordico finanzierà tutti coloro che vorranno investire nel biologico e nella biodinamica per trovare nuove tecnologie in grado di far crescere questo settore.

Elettricità sostenibile

Nel 2015, la Danimarca ha registrato uno dei suoi numerosi primati: il 9 luglio di quell’anno, infatti, la nazione ha coperto totalmente il fabbisogno nazionale di elettricità soltanto attraverso le energie rinnovabili.

Grazie alle sole turbine dei parchi eolici su tutto il territorio, è stato soddisfatto il 116% della domanda elettrica del Paese. Alle 3 del mattino del 10 luglio, è arrivata fino al 140%.

L’eccedenza è stata convogliata nelle reti elettriche di altri Paesi, per l’80% in Germania e Norvegia, mentre il restate 20% in Svezia.

Con 11 pale eoliche distribuite su tutto il territorio, la Danimarca è riuscita nell’arco di 10 anni a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica, con la sola energia rinnovabile dal vento.

E il petrolio?

La Danimarca ha inoltre deciso di dire addio all’estrazione di petrolio nel Mare del Nord (mi ricordo tra l’altro la quantità nettamente maggiore di auto elettriche che viaggiano nelle strade di Copenhagen rispetto a quelle che vedo ogni giorno in Italia).

Ovviamente non è un obiettivo raggiungibile in poco tempo, bensì il termine massimo fissato cade nel 2050. Perché è così importante? Be’ è importante non solo perché la Danimarca sta attuando azioni atte a rendere la Nazione sempre più green, ma ance perché il Paese scandinavo è sempre stato uno dei maggiori estrattori di petrolio.

Il Governo ha deciso di porre finalmente e ragionevolmente fine all’era dei combustibili fossili, optando invece per energie rinnovabili e vietando la ricerca di nuovi giacimenti di “oro nero”.

Anche per il riscaldamento vengono utilizzate per il 41% energie da fonti rinnovabili, come quelle delle reti di calore che fungono da mega caldaie da cui partono numerose canalizzazioni che portano l’acqua calda nelle case.

Oltre a riscaldare forniscono anche energia elettrica sfruttando biomassa, rifiuti e geotermia.

Meglio usare le bici!

Cominciamo con qualche dato interessante:

  • In media ogni danese pedala per almeno 1,5km al giorno
  • tra gli studenti tra i 10 e i 16 anni, il 44% si reca a scuola in bicicletta
  • sono 9 su 10 i danesi che possiedono una bicicletta
  • il 24% dei cittadini danesi arriva al lavoro in bici
  • soltanto a Copenhagen ci sono 500km di piste ciclabili e 12000 in tutta la Danimarca
  • si sta addirittura pensando di costruire superstrade ciclabili entro il 2045

La bicicletta in Danimarca si usa largamente sin da quando è stata inventata e introdotta nel Paese nel 1880 circa. La bicicletta infatti è un mezzo di trasporto che mette d’accordo tutti i ceti sociali e le persone di tutte le età.

Tasse su carburante e auto hanno iniziato ad essere nel 1970, durante la crisi del petrolio, davvero alte, per quello in quegli anni, l’utilizzo della bici riguardava tutta la popolazione. Tuttavia, non è solo una questione economica…

La Danimarca tiene molto all’argomento sostenibilità, quindi cosa c’è di meglio per diminuire le emissioni di gas serra se non una bici accessibile a chiunque?

I ciclisti in Danimarca possono sempre affidarsi alle piste ciclabili che ricoprono gran parte del territorio, e per questo è molto più sicuro per loro girare liberamente nelle città più affollate: ogni anno nella Nazione si contano circa 30 persone morte per incidenti in bicicletta.

In Italia si contano ogni anno 250 morti (secondo dati ISTAT) per incidenti tra biciclette e automobili, nonostante il numero di bici sia davvero inferiore.

Uomo in bicicletta nella pista ciclabile con segnaletica apposita, delle bici a noleggio per strada nella Copenhagen sostenibile.

Il codice della strada “sostenibile”

In Danimarca esiste un vero e proprio codice della strada indirizzato alle biciclette.

  • In Danimarca vale la cosiddetta “regola del tre”: prima le bici, poi i pedoni, ultime le auto e gli altri mezzi.
  • Bisogna segnalare le proprie intenzioni con le braccia:
    mano tesa a destra per svoltare a destra e mano tesa a sinistra per svoltare a sinistra.
  • Andare contromano in bicicletta è assolutamente vietato
  • Luci anteriori e posteriori sono obbligatorie, come il campanello
  • Il casco tuttavia non è obbligatorio ma viene indossato da tutti i bambini e da moltissimi adulti.

La superstrada per biciclette invece, sarebbe un modo per garantire la sicurezza totale a chi viaggia in bicicletta per recarsi a lavoro o a scuola. Potrebbe essere un vantaggio anche per diminuire i tempi di percorrenza garantendo una pedalata continua senza interruzioni a causa di automobili e pedoni.

Sono strutturate in modo da garantire la larghezza ideale per i due sensi di marcia; è fornita di “piazzole” con pompa e colonnine con attrezzi per riparare eventuali rotture della bici; ha segnaletica e semafori appositi nelle intersezioni con le altre strade.

I ladri di biciclette…

Siccome la passione per le biciclette è davvero tanta, non mancano di certo i furti! Solo nel 2017 le denunce per furtu di biciclette sono state 80000 in tutto il Paese.

I cittadini si proteggono dai furti attraverso un’assicurazione collegata al numero di telaio della propria bici, con la quale, dopo l’eventuali furto e denuncia, si viene rimborsati e pure in tempi brevi.


In conclusione, questa era la prima parte dell’articolo sulla Danimarca. Se vi interessa l’argomento sarò felicissima di parlarvi più approfonditamente del Paese scandinavo, per quanto ne riguarda la cultura, il cibo eccetera!

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DaSilvia

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