Il fenomeno del Km 0 in Italia: come ci rende indipendenti

In Italia, come nel resto del mondo occidentale e non solo, la globalizzazione ha avuto un forte impatto nella vita di ogni cittadino. Anche le modalità di distribuzione e consumo del cibo sono nettamente cambiati. Tuttavia, specialmente in Italia fuori città, sta crescendo il fenomeno del Km 0: vediamo di cosa si tratta.

Il Km 0 si riferisce alla diminuzione sostanziale della distanza da dove viene prodotto il cibo a dove viene consumato. Inoltre, è strettamente legato alla stagionalità e alla freschezza dei prodotti che si vanno ad acquistare.

Perché è importante il cibo a Km 0?

  • supporta le piccole imprese locali
  • è eco-friendly
  • ci rende più indipendenti
  • è più fresco, di stagione e gustoso

Cos’è nello specifico?

La caratteristica principale del Km 0 è che c’è una piccola distanza tra il luogo di consumo e il luogo di raccolta e vendita del prodotto, il che significa che non passa attraverso le catene commerciali globali.

Un prodotto può essere chiamato prodotto a Km 0 quando ha percorso meno di 100 km ed è prodotto in modo ecologico e a volte biologico.

Principalmente si riferisce a frutta e verdura, ma anche formaggio, carne, miele ed altro ancora. Tutti questi prodotti non sono quindi industriali, non passano attraverso le catene commerciali globali e non hanno grandi margini di prezzo.

Ma soprattutto non hanno una grande perdita di qualità come i prodotti che subiscono una lunga conservazione nei supermercati.

Ha anche un importante aspetto ecologico che non può essere sottovalutato: poiché non ci sono mezzi di trasporto coinvolti (se non la nostra auto), si riducono le emissioni di CO2 e di altri gas nocivi per l’ecosistema.

Il Km 0 è importante per il supporto delle imprese locali

Il Km 0 permette al produttore di guadagnare di più non passando per la grande distribuzione.

Questo consente tra l’altro al cliente di instaurare una conoscenza diretta con i produttori, conoscere meglio il prodotto che andrà ad acquistare e stabilire un rapporto di fiducia.

È un modo per recuperare le tradizioni di un tempo e ripristinare i rapporti umani, che in questo periodo sono stati messi da parte.

Il cibo italiano è definito dalla sua semplicità, freschezza e, soprattutto, dagli ingredienti di provenienza locale. Dunque è importante mantenere le tradizioni culinarie e il buon cibo sano e salutare.

È eco-friendly

Come abbiamo già accennato, i prodotti a Kilometro 0 sono merci, in particolare frutta, verdura, legumi, latte, uova, vino, carne, cereali, che vengono prodotte e vendute più o meno nello stesso luogo, dove il processo di acquisto/vendita è spesso gestito dal produttore senza dover ricorrere a più intermediari.

Infatti, come riporta la Coldiretti è stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile deve percorrere quasi 12.000 chilometri per raggiungere le tavole italiane, consumando 6,9 chili di benzina con un’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica.

Allo stesso modo, le angurie brasiliane, che viaggiano per oltre 9.000 km, bruciano 5,3 chili di petrolio e liberano 16,5 chilogrammi di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto aereo. (Hryo)

Attualmente l’industria alimentare contribuisce per un quarto all’impronta di carbonio globale. Per questo dovrebbe essere un dovere di ognuno di noi limitare gli sprechi, optando per cibi a Km 0 e cibi biologici.

Se consideriamo inoltre gli imballaggi necessari per trasportare i prodotti alimentari, capiamo che non è assolutamente sostenibile l’acquisto di cibo proveniente da molto lontano, che necessita di particolari metodi di conservazione.

Ecco un altro motivo per sostenere le aziende agricole locali.

Il cibo a Km 0 è più sostenibile e aiuta le aziende agricole locali.

Ci rende più indipendenti

Acquistare prodotti a Km 0 ci rende più indipendenti dalla filiera dei prodotti alimentari globali.

L’importanza dell’auto-gestione a livello di produzione alimentare è chiara, soprattutto in questo periodo in cui le materie prime che provengono da altri Paesi vengono a mancare.

Coltivare il proprio cibo in autonomia garantirebbe a tutti un apporto sicuro (e più sano) di tutte le materie prime necessarie per produrre gli alimenti che consumiamo ogni giorno.

Avere quindi la possibilità di procurarsi frutta e verdura, in particolar modo, ma anche farina, miele, legumi e altri prodotti come carne e formaggio da un produttore locale vicino a noi è una grandissima opportunità per staccarsi dai supermercati.

Ovviamente, per tutte le altre “commodities” non si può prescindere dai negozi globali.

In questo senso, il cibo a Km 0 è un win-win per chi lo acquista e per chi lo produce, che non è sottoposto ai costi di trasporto e imballaggio a cui sarebbe sottoposto se vendesse a supermercati e negozi lontani.

E non solo: come già detto prima nell’articolo, anche l’ambiente ne gioverebbe dal momento che le emissioni date dalla produzione industriale e dal trasporto per lunghe distanze verrebbero di molto diminuite.

Il cibo a Km 0 è più fresco, di stagione e gustoso

Il Km 0 ci “obbliga” a seguire la stagionalità dei prodotti.

Siamo forse troppo abituati a trovare ogni genere di frutta e verdura in ogni stagione dell’anno. Se vogliamo però seguire la natura (e le necessità del nostro corpo) dobbiamo invece abituarci ad essere anche noi più “stagionali”.

Con il Km 0 possiamo farlo. Possiamo trovare prodotti freschissimi, appena raccolti dall’orto del nostro produttore locale e giovare di tutti i vantaggi che ci possono dare.

Quali sono questi vantaggi? Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sul perché mangiare biologico.

Ripetiamolo tuttavia anche qui. Il cibo raccolto quando è veramente e naturalmente maturo, contiene tutti i nutrienti che possa offrire. Questo perché è nel suo momento reale di maturazione.

I prodotti del supermercato vengono staccati dalla pianta madre e raccolti molto prima della maturazione, per poter arrivare al punto di vendita quando sono più o meno maturi.

Questo determina che il frutto della terra non abbia ancora accumulato, o non abbia accumulato correttamente, in sé tutti i nutrienti, come vitamine, minerali, fibre eccetera.

Questo significa che andremo a mangiare cibo che non ci può dare quello di cui il nostro organismo ha bisogno per essere sano e forte.

Il Veneto e la prima legge sul Km 0

In Veneto, su iniziativa e raccolta firme di Coldiretti, è stata approvata nel 2010 la prima legge in Italia che definisce i prodotti a Km 0.

Il testo della legge chiarisce quali sono le caratteristiche principali e più importanti dei prodotti a chilometro zero, ossia: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e recupero della tradizione culinaria.

Quali sono gli obiettivi di questa legge della nostra Regione? Innanzitutto promuovere il patrimonio agroalimentare veneto, utilizzando questi prodotti anche nei pasti di scuole elementari, università, scuole superiori, caserme e ospedali.

I prodotti regionali “occuperebbero” il 50% dei pasti, così facendo non vengono discriminati dall’altra parte i prodotti delle altre regioni e i prodotti globali, ma vengono in contemporanea promossi i cibi di produzione locali.

About the author

Silvia

Sono Silvia, ho 21 anni e sono co-fondatrice di Blancavite, e-commerce che tratta prodotti BIO certificati. Mi occupo del marketing di Blancavite e della sua comunicazione, anche attraverso questo blog. La passione per la scrittura è nata grazie ai miei studi classici: sono sempre stata una persona entusiasta della letteratura sia italiana che straniera. L'obiettivo del blog Blancavite è riuscire a creare sempre più consapevolezza nelle persone sull'argomento "biologico e sostenibilità". Innovazione e sostenibilità sono i valori che voglio trasmettere ai miei lettori.

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