8 laghi più inquinati al mondo tra radioattività e sostanze chimiche

L’inquinamento è un argomento molto trendy ai giorni nostri, come dovrebbe essere: tutti dovremmo preoccuparci della nostra impronta sull’ecosistema, ma spesso non siamo del tutto consapevoli della gravità della situazione. Oggi parleremo dei laghi più inquinati al mondo, per fare sempre un po’ di più di chiarezza.

Abbiamo infatti già parlato in passato di inquinamento, ma in senso più generale, per questo stavolta ho voluto focalizzarmi sui laghi, in cui vengono gettate un sacco di sostanze chimiche tossiche per l’uomo e l’ambiente.

In questo articolo vedremo quali sono le fonti principali dell’inquinamento idrico, in particolare l’inquinamento delle acque superficiali, tra le quali vi sono i laghi. Oggi parleremo di:

  • lago di Karachay
  • lago di Geamana
  • lago di Bajkal
  • lago di Onondaga
  • lago d’Aral
  • lago di Titicaca
  • lago di Tai
  • lago di Como

Quali sono le principali cause di inquinamento dei laghi?

Se ci capita di andare in vacanza nei pressi di un lago, ci capita anche di vedere qualche bottiglia vuota che galleggia, oppure un sacchetto di plastica che vola di qua e di là, ma il vero inquinamento pericoloso è quello che non si vede.

E’ vero che tutti nel nostro piccolo dobbiamo impegnarci a NON contribuire all’inquinamento, gettando plastica e carta nei cassonetti della differenziata invece che in giro…

Però i grandi disastri dell’inquinamento purtroppo non si risolveranno così facilmente e in questo modo.

Le acque superficiali dei laghi vengono inquinate da molto tempo da agenti chimici come:

  • pesticidi
  • insetticidi
  • metalli pesanti come piombo, mercurio, amianto e altri
  • scorie nucleari

Già da qui capiamo che la situazione è davvero grave: nei decenni passati i laghi hanno accumulato, anche qui in Italia (lago di Mantova) una serie di rifiuti e sostanze tossiche che tuttora non sono state smaltite.

Queste sostanze impiegano un lasso di tempo davvero enorme per degradarsi e intanto provocano inalazioni tossiche e inquinamento delle falde acquifere.

L’inquinamento delle falde acquifere è molto pericoloso e può provocare malattie come il colera, l’ittero, il tifo, l’epatite virale e la salmonellosi.

Non è ancora così lontana da noi come realtà: nei Paesi in fase di sviluppo di Africa e Asia, infatti, queste malattie sono ancora frequenti e risultano ancora una minaccia per le popolazioni che non sono in grado di curarsi.

I laghi più inquinati al mondo

Iniziamo con una carrellata di laghi inquinati in modo oserei dire inquietante.

Vedremo laghi colmi di sostanze tossiche gettate senza remore nelle loro acque. Laghi inquinati da scorie radioattive. Laghi inquinati per errori grossolani commessi dalle industrie.

Iniziamo.

Il lago Karachay (Russia)

Il lago Karachay si trova negli Urali, più o meno a 150km da Ekaterinburg. Vicino al lago sorge il Mayak Production Association, un laboratorio contenente impianti nucleari.

Il laboratorio è stato tenuto nascosto dal governo sovietico fino al 1990: era infatti un importante punto strategico militare in cui venivano tra l’altro effettuati degli esperimenti.

Nel 1990 si è scoperto che, lasciando in ammollo i piedi nel lago per 60 minuti circa, si assorbiva una quantità abnorme di radiazioni: 600R (röntgen, unità di misura delle radiazioni) sono in grado di uccidere un essere umano.

Perché è così radioattivo? Perché nel 1957 ha avuto luogo il terzo peggior disastro nucleare dopo Chernobyl e Fukushima.

Sono state rilasciate nel suolo e nel lago Karachay 100 tonnellate di scorie radioattive. Questo disastro ha provocato un aumento del 21% l’incidenza di cancro nelle popolazioni vicine, il 25% in più di difetti congeniti nei neonati e il 41% in più di leucemie.

Come se non bastasse, il 65% della popolazione ha contratto malattie legate alle radiazioni.

Successivamente all’impossibilità di nascondere ancora il disastro, il lago Karachay è stato riempito di cemento, nel tentativo di contenere le radiazioni. Peccato che queste rimangano comunque nel terreno e non possano essere smaltite.

Il lago di Geamana (villaggio di Geamana, Romania)

Questo lago è davvero un panorama surreale. A prima vista è molto affascinante, pieno di colori tra l’arancione, l’azzurro, il verde.

Insomma, davvero suggestivo e bello.

Ciò che nasconde è invece abbastanza inquietante. Negli anni ’70, gli abitanti del villaggio di Geamana sono stati obbligati a lasciare le loro abitazioni, dal momento che era stata scoperta la presenza di un giacimento di rame davvero grande (il secondo in Europa).

La miniera viene chiamata Roșia Poieni, a 484km dalla capitale romena Bucharest ed è tuttora in attività.

Qual è il problema? Per estrarre il rame e “sciogliere” la pietra viene utilizzato il cianuro insieme ad altre sostanze corrosive. Ciò che ne risulta è un liquido da cui, attraverso l’elettrolisi, si ricava il rame, con l’aggiunta di acido solforico e rameico.

I resti di questo processo venivano convogliati in una diga. Tuttavia, le sostanze tossiche andavano a depositarsi nel fondovalle, causando un inquinamento costante del lago di Gaemana.

Ciò che rimane del villaggio è un campanile di cui si vede soltanto la punta, oramai. I colori del lago sono dovuti all’ossidazione dei metalli pesanti presenti all’interno delle acque, tra cui appunto il cianuro.

C’è inoltre una parte solida del lago: si tratta del fango di quest’ultimo che con il tempo si solidifica sempre di più.

Witold Waschut, da Wikimedia

Il lago Bajkal (Russia)

Il lago Bajkal si trova nella parte meridionale della Siberia. Fa parte delle Sette meraviglie della Russia ed è tutelato dall’UNESCO.

E’ il lago più profondo del mondo e le sue acque trasparenti lasciando intravedere il suolo fino a 40m di profondità. Nonostante la trasparenza delle sue acque, la purezza di questo lago è stata più volte messa a rischio.

A partire dagli anni ’70 sono state messe a progetto delle iniziative da parte del governo che non hanno di certo giovato a questo lago: prima il progetto per la costruzione della ferrovia Bajkal-Amur, poi la costruzione di un impianto di trasformazione del legno e lavorazione della cellulosa a pochi metri dalle sue rive e infine gli scarichi delle industrie di Ulan-Udė attraverso il fiume Selenga.

Nel lago di Bajkal vi è un’esplosione di fioriture algali non naturali, quindi atipiche per l’ecosistema del lago. E’ provocata dal deflusso delle acque reflue, dove sono presenti detersivi con fosfati responsabili della crescita di queste alghe (colpa delle città).

E’ stato speso mezzo miliardo di euro dal 2012 ad oggi da parte del governo, ma non è servito letteralmente a nulla questo tentativo di rimediare al disastro ormai avvenuto e troppo grande.

Il lago di Onondaga (Stati Uniti)

Il lago di Onondaga si trova nello stato di New York. Viene considerato uno dei laghi più inquinati degli Stati Uniti. Questa regione dove si estende il lago è stata colonizzata da emigrati europei, insediati nella città di Syracuse in cui tra l’altro prendeva piede l’industria dell’estrazione del sale.

Quest’industria lasciava confluire i rifiuti nel lago, che pian piano ha accumulato alti livelli di sodio, calcio e cloruri di vario genere.

Ad aggravare la situazione sono state le fogne di Syracuse che defluivano direttamente all’interno del lago, rilasciando fosforo, nitriti e ammoniaca; infine, le industrie chimiche hanno provocato un estremo aumento di mercurio in queste acque.

Un tempo questo lago era anche un luogo di balneazione che ospitava un parco giochi sulla riva. Tuttavia, negli anni ’50 il lago emanava un odore talmente intenso e acre che i passanti dovevano chiudere i finestrini della macchina.

Vi è ora in atto un progetto di depurazione delle acque che sta avendo buoni risultati.

John Marino from Pittsburgh, Wikimedia

Il lago d’Aral (Uzbekistan-Kazakistan)

Il lago d’Aral ha subito un intenso processo di diminuzione delle acque, a tal punto che, dapprima si è diviso in due bacini più piccoli a nord e a sud, fino al suo quasi totale esaurimento.

Questo è dovuto all’abuso che si è fatto nei decenni di questa fonte idrica per la produzione non criteriata di cotone, ma non solo.

L’Unione Sovietica ha costruito a partire dagli anni ’40 una serie di canali per prelevare l’acqua dei due fiumi che sfociavano nel lago. Perché?

Tutto questo nel tentativo di bonificare il deserto per la coltivazione di riso, cereali e cotone.

Questi canali erano mal fatti e permettevano all’acqua di evaporare e filtrare: si stima che il canale principale di Karakun abbia sprecato dal 30% al 75% dell’acqua che lo attraversava.

Nel 2007, il lago era soltanto al 10% della sua estensione originale e la sua salinità superava i 100g per litro. Sette anni dopo, nel 2014, il bacino orientale era totalmente prosciugato.

Il lago di Titicaca (Perù-Bolivia)

Il lago è colmo di spazzatura e resti industriali. Nel 2016 inoltre, agenti chimici inquinanti hanno provocato la morte di migliaia di rane.

Nei pesci del lago sono stati individuati livelli altissimi di mercurio, zolfo, rame e cadmio. La causa principale di questo inquinamento sono i canali di scarico che affluiscono al lago dalle città vicine e gli scarti delle miniere d’oro illegali situate nelle Ande centrali.

Sono circa 15 le tonnellate di mercurio gettate nel lago ogni anno, ma a peggiorare la già grave situazione sono i rifiuti gettati dai turisti che ogni anno visitano le città vicine.

I governi di entrambi i Paesi hanno firmato, nel 2016, un accordo per la decontaminazione del lago, un progetto di 500 milioni di dollari.

J. Antonio Miranda L., Wikimedia Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Il lago Tai (Cina)

Il lago Tai si trova nell’estuario del fiume Azzurro (Yangtze). Nei suoi pressi vengono coltivati il riso e il gelso, ma al contempo sorgono almeno 2800 fabbriche.

E’ sia una fonte di acqua potabile sia il luogo di scarico delle fogne: nel 1993 sono state gettate nel lago 1 miliardo di tonnellate di acqua di scarico, 450000 tonnellate di immondizia e 88000 tonnellate di rifiuti di origine animale.

Il lago Chad (Africa)

“Dal 1962 al 2014, le acque si sono abbassate di quattro metri, riducendo la superficie del 90%. Questo a causa della diminuzione delle precipitazioni e dell’utilizzo in continuo aumento di acqua per l’irrigazione, prelevata dal lago o dai suoi affluenti, il maggiore dei quali è il sistema di lagune di Chari.” (da Wikipedia)

A causa dell’aumento della temperatura, della desertificazione e della scarsità di piogge, la richiesta di acqua per l’irrigazione dei campi coltivati è sempre maggiore.

Questo provoca una diminuzione costante del livello dell’acqua del lago, provocando una diminuzione della flora e al contrario un aumento perpetuo di alghe infestanti.

Queste alghe rendono l’acqua meno potabile: la scarsità di acqua potabile ha provocato migrazioni delle popolazioni in altri Stati e un malessere generale.

Il lago di Como (Lombardia)

Nonostante non si annoveri tra i laghi più inquinati al mondo, dobbiamo essere consapevoli che anche in Italia non scherziamo per quanto riguarda l’inquinamento idrico.

Il problema principale di questo lago sono i servizi di fognatura e depurazione: le acque di scarico degli insediamenti civili infatti sono davvero un forte motivo di inquinamento.

Anche le microplastiche sono diventate un grosso problema per il lago di Como: una densità media di 157 mila particelle di plastica per kilometro quadrato; 500 mila particelle nel transetto più nord.

Il tentativo è quello di migliorare il sistema di trattamento delle acque di scarico provenienti dalle fogne degli insediamenti civili e operare in modo da controllare maggiormente le quantità di rifiuti e di microplastiche presenti nelle acque del lago.

Nel prossimo articolo ci occuperemo dei fiumi più inquinati al mondo, tra cui troviamo anche uno dei fiumi maggiormente inquinati dai rifiuti delle industrie del fast fashion in India.

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